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SEO tecnica di base: cosa deve avere il sito perché Google lo capisca
La SEO tecnica è l'insieme di accorgimenti che permettono a Google di trovare, leggere e capire le pagine del sito: HTTPS, indirizzi puliti, sitemap e robots.txt, titoli e descrizioni per ogni pagina, una sola versione di ogni contenuto, dati strutturati, velocità e versione per smartphone curata.

La SEO tecnica è tutto ciò che permette a Google di trovare le pagine del tuo sito, leggerle e capire di cosa parlano. Le basi sono poche e concrete: sito in HTTPS, indirizzi puliti e stabili, sitemap e file robots.txt corretti, titolo e descrizione per ogni pagina, una sola versione di ogni contenuto, dati strutturati, pagine veloci e una versione per smartphone curata. Senza queste fondamenta, anche i testi migliori faticano a comparire.
Non è la parte più visibile del lavoro su un sito, ma è quella che imposto sempre per prima. Ecco cosa controllo, spiegato senza gergo.
Che differenza c'è tra SEO tecnica e SEO dei contenuti?
La SEO dei contenuti riguarda cosa dici: le pagine giuste, le risposte alle domande vere, le parole che usano i clienti. La SEO tecnica riguarda come il sito è costruito: se Google riesce a raggiungere le pagine, se le capisce, se le considera affidabili e comode da usare.
Le due cose lavorano insieme. Un sito tecnicamente perfetto con testi vuoti non si posiziona. Un sito con ottimi testi ma pagine che Google non riesce a leggere, nemmeno.
Google riesce a trovare tutte le pagine?
È la prima domanda. Google scopre le pagine seguendo i link e leggendo la sitemap. Controlla che:
- ogni pagina importante sia raggiungibile da un link interno, non solo dal modulo di ricerca;
- esista una sitemap XML aggiornata, con le pagine che vuoi far trovare;
- il file robots.txt non blocchi per errore pagine o risorse importanti (succede spesso dopo un rifacimento, quando resta il blocco del sito in costruzione);
- le pagine che non devono comparire (area riservata, carrello, pagine di prova) siano escluse in modo esplicito.
Lo strumento gratuito per verificare tutto questo è Google Search Console, che segnala le pagine indicizzate e quelle escluse con il motivo. Ne parla la guida su Google Search Console.
Gli indirizzi delle pagine sono puliti?
Un buon indirizzo è leggibile e descrive la pagina: «/servizi/impianti-elettrici/» è meglio di «/index.php?id=37&cat=2». Tre regole pratiche:
- parole in minuscolo separate da trattini;
- una struttura logica, che rispecchia il menu;
- indirizzi stabili nel tempo: se una pagina cambia indirizzo, il vecchio deve reindirizzare al nuovo in modo permanente.
Ogni pagina ha un titolo e una descrizione?
Il titolo della pagina (quello che compare nella scheda del browser e nei risultati di Google) e la descrizione sono il tuo annuncio gratuito nei risultati di ricerca. Ogni pagina deve avere i suoi, scritti per quella pagina:
- un titolo breve con l'argomento all'inizio, unico in tutto il sito;
- una descrizione che riassume la pagina e invita a cliccare.
Titoli tutti uguali, o il nome dell'azienda ripetuto su ogni pagina, sono un errore comune che fa perdere occasioni.
Esiste una sola versione di ogni pagina?
Lo stesso contenuto raggiungibile da più indirizzi confonde Google: con e senza «www», con «http» e «https», con la barra finale e senza, con parametri di filtro o di tracciamento. Il risultato è che il valore della pagina si divide.
La soluzione è scegliere una versione principale, reindirizzare le altre e indicare la versione canonica con l'apposito tag. Nei negozi online, dove filtri e varianti creano molti indirizzi, è un punto da curare con attenzione.
Il sito è sicuro e in HTTPS?
Oggi un sito senza HTTPS viene segnalato come «non sicuro» dal browser, e allontana i visitatori prima ancora di Google. Il certificato deve coprire tutte le versioni del dominio e rinnovarsi da solo. Tutte le risorse della pagina (immagini, script) devono arrivare anch'esse in HTTPS.

Le pagine sono veloci e comode sul telefono?
Google valuta i siti nella versione per smartphone, e misura l'esperienza delle persone con i Core Web Vitals: quanto ci mette a comparire il contenuto principale, quanto risponde la pagina quando tocchi qualcosa, quanto si sposta mentre si carica. Le soglie e i modi per migliorarli sono spiegati nella guida sui Core Web Vitals e la velocità del sito.
Le cause più comuni di lentezza che trovo sono immagini troppo pesanti, troppi script esterni, temi carichi di funzioni inutili e hosting inadeguato.
Cosa sono i dati strutturati e servono davvero?
Sono informazioni aggiunte al codice della pagina, in un formato standard, che dicono esplicitamente a Google cosa contiene: un'attività locale con indirizzo e orari, un prodotto con prezzo e disponibilità, un articolo con autore e data, una lista di domande frequenti.
Non garantiscono un posizionamento migliore, ma aiutano Google a capire la pagina e possono arricchire il modo in cui compare nei risultati. Per un'attività locale, i dati strutturati dell'attività sono tra le prime cose che imposto.
Come gestisco pagine di errore e reindirizzamenti?
Ogni sito, con il tempo, perde pezzi: un servizio che non fai più, un prodotto fuori catalogo, una pagina rinominata. Se l'indirizzo vecchio restituisce un errore, chi arriva da Google o da un link esterno trova un vicolo cieco, e il valore accumulato da quella pagina si perde.
Le regole sono semplici:
- se la pagina ha un sostituto, il vecchio indirizzo reindirizza in modo permanente alla pagina nuova più vicina, non genericamente alla home;
- se la pagina non ha sostituti, restituisce un errore vero («pagina non trovata»), con una pagina d'errore utile che porta alle sezioni principali;
- i reindirizzamenti non devono formare catene, dove un indirizzo rimanda a un altro che rimanda a un altro ancora.
Search Console segnala gli indirizzi che danno errore: controllarli ogni tanto evita di accumulare problemi senza accorgersene.
Ogni quanto va controllata la SEO tecnica?
Non è un lavoro da fare una volta sola. Ogni modifica importante al sito (pagine nuove, cambio di tema, aggiornamenti, una seconda lingua) può introdurre errori. Il momento più delicato è il rifacimento, quando cambiano gli indirizzi e restano in giro blocchi del sito in costruzione.
Un controllo periodico, anche solo una volta al mese su Search Console, permette di scoprire in tempo pagine escluse, errori e cali improvvisi. Fa parte della manutenzione che propongo per i siti che seguo.
Le intestazioni seguono un ordine logico?
Ogni pagina dovrebbe avere un solo titolo principale e poi sottotitoli ordinati, come i capitoli di un libro. Aiuta Google a capire la struttura del contenuto, e aiuta anche chi usa un lettore di schermo. È uno dei punti in cui SEO tecnica e accessibilità si toccano.
E se il sito è in più lingue?
Ogni lingua deve avere i suoi indirizzi (per esempio «/en/» per l'inglese) e le pagine devono indicare a Google le versioni corrispondenti nelle altre lingue. Senza queste indicazioni, Google può mostrare la pagina italiana a chi cerca in inglese. Ne parlo nella guida sul sito multilingue.
Una checklist da usare subito
- Il sito si apre in HTTPS in un'unica versione (con o senza www).
- La sitemap XML esiste ed è stata inviata a Search Console.
- Il robots.txt non blocca pagine importanti.
- Ogni pagina ha titolo e descrizione unici.
- Gli indirizzi sono leggibili e i vecchi reindirizzano ai nuovi.
- Le pagine hanno un solo titolo principale e sottotitoli ordinati.
- Le immagini sono leggere e hanno testi alternativi.
- I dati strutturati dell'attività e dei prodotti sono presenti.
- Il sito è veloce e comodo sul telefono.
La SEO tecnica basta per arrivare primi?
No, e diffida di chi lo promette. La SEO tecnica toglie gli ostacoli: senza, i contenuti migliori restano invisibili. Ma a portare un sito in alto sono i contenuti utili, la reputazione dell'attività e il tempo. Le due cose vanno insieme.
Ne parliamo?
Se vuoi sapere come è messo il tuo sito, scrivimi dalla pagina contatti con l'indirizzo. Controllo questi punti e ti dico cosa sistemare prima. Qui trovi come lavoro sulla SEO tecnica; negozi online come Mabri ed Elettrostore sono nati con queste basi già impostate.
Fonti
Crediti delle immagini
- Copertina: foto di Luke Chesser su Unsplash
- Foto 2: foto di Mohammad Rahmani su Unsplash


