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Rapporto Clusit 2026: in Italia meno attacchi ma più gravi, e il manifatturiero in testa

Il Rapporto Clusit presentato il 28 ottobre 2026 conta 245 incidenti gravi in Italia nel primo semestre, meno del 2025, ma il 57% ha gravità elevata. Il manifatturiero è il settore più colpito e il malware torna la prima tecnica. Nel mondo gli incidenti sono a livello record.

Grafico a torta azzurro e verde e un grafico a linee su uno schermo, leggermente sfocati

Il 28 ottobre 2026, al Security Summit di Verona, il Clusit, l'Associazione italiana per la sicurezza informatica, ha presentato l'edizione di metà anno del suo rapporto sugli incidenti informatici gravi. Come riportano LineaEDP e Cybersecurity360, nel primo semestre 2026 in Italia gli incidenti noti sono stati 245, contro i 280 dello stesso periodo del 2025. Ma sono più gravi, sono quasi tutti a scopo di lucro e colpiscono soprattutto chi produce.

Cosa dicono i numeri sull'Italia?

Secondo i dati riportati da LineaEDP:

  • 245 incidenti gravi noti nel semestre, pari al 5% del totale mondiale (era il 9,5%);
  • gravità: il 57% ha impatto elevato, quasi 20 punti in più, l'8% critico, il 35% medio-basso;
  • chi attacca: circa l'82% è criminalità informatica a scopo di lucro, l'hacktivism scende al 17% (era il 38,7% nel 2025);
  • come: il malware è la prima tecnica, con il 43% dei casi (era il 22,7%); gli attacchi DDoS, che bloccano i siti, scendono dal 38,5% al 17%;
  • chi viene colpito: il manifatturiero è il primo settore con il 18,4% (era l'11,7%); dopo gli attacchi a obiettivi multipli (18%) vengono informatica e telecomunicazioni e commercio, entrambi all'8,6%.

Il dato sul manifatturiero pesa anche a livello internazionale: le vittime italiane del settore sono il 17% del totale mondiale del manifatturiero.

E nel resto del mondo?

Nel mondo il Clusit ha contato 4.911 incidenti gravi in sei mesi, il valore più alto mai registrato in un semestre: più del doppio dei sei mesi precedenti e il 71% in più del primo semestre 2025. La criminalità informatica vale il 95,4% dei casi.

Il rapporto segnala anche quello che chiama "paradosso della trasparenza": gli obblighi di notifica, come quelli della NIS2, fanno emergere più incidenti, ma le organizzazioni tendono a non rendere pubblici i dettagli tecnici. Infatti per circa due terzi dei casi la tecnica d'attacco non è determinata.

Cosa significa per una piccola impresa?

Tre cose, lette con gli occhi di chi gestisce un'azienda piccola:

  1. Il bersaglio non è più "lo Stato". Calano le azioni dimostrative e cresce il crimine organizzato che cerca soldi. Una PMI è un bersaglio perfetto: ha dati, ha pagamenti, spesso ha difese leggere.
  2. Il malware è tornato al centro. Vuol dire allegati, programmi installati, credenziali rubate, ransomware. Le difese sono quelle di base, ma devono funzionare davvero.
  3. Il manifatturiero è il settore più esposto, e in Italia è fatto in gran parte di piccole e medie imprese. Un fermo della produzione si paga per ogni giorno che dura.

Cybersecurity360 sintetizza il messaggio del rapporto così: continuità operativa e sicurezza dei fornitori diventano priorità aziendali.

Cosa fare adesso?

  1. Backup separati e ripristino provato: se il ransomware cifra tutto, il backup è l'unica uscita. Qui trovi la regola 3-2-1.
  2. Aggiornamenti puntuali su PC, server, firewall e software esposti su internet: questo mese ne sono usciti parecchi, a partire dal Patch Tuesday di ottobre.
  3. Autenticazione a due fattori su posta, VPN e gestionali.
  4. Formazione sul phishing, che resta la porta d'ingresso più comune del malware.
  5. Un piano per il giorno dopo: chi chiamare, cosa spegnere, come lavorare se il gestionale non c'è.

Ne parliamo?

Nelle aziende della produzione e del commercio il gestionale regge ogni ordine e ogni spedizione: se si ferma, si ferma tutto. Quando costruisco un gestionale su misura, backup, accessi e ripristino fanno parte del progetto fin dall'inizio, non si aggiungono dopo. Spesso basta poco per scoprire i punti deboli: un backup mai provato, un accesso remoto senza secondo fattore, un vecchio server dimenticato. Se vuoi capire quanto è solida la tua situazione, parti da una consulenza tecnica e scrivimi dalla pagina contatti.

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