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Quanto costa un sito web aziendale e da cosa dipende il prezzo
Il costo di un sito web aziendale dipende da quante pagine servono, da chi prepara testi e foto, dalle funzioni (moduli, prenotazioni, area riservata, lingue) e dai costi che tornano ogni anno: hosting, dominio e manutenzione. Ecco come leggere un preventivo e confrontarne due.

Un sito web aziendale non ha un prezzo di listino: costa in base al lavoro che richiede. Le voci che pesano di più sono il numero e il tipo di pagine, chi prepara testi e fotografie, le funzioni che vanno oltre la vetrina (moduli, prenotazioni, pagamenti, più lingue) e i costi che tornano ogni anno. Se capisci queste voci, sai leggere qualsiasi preventivo e confrontarne due senza farti ingannare dalla cifra in fondo.
Io i prezzi non li pubblico, perché due siti con lo stesso numero di pagine possono richiedere un lavoro molto diverso. Ti spiego però come ragiono quando preparo un preventivo, così puoi fare le domande giuste a chiunque.
Perché i preventivi per un sito sono così diversi tra loro?
Perché sotto la parola «sito» si nascondono lavori che non si somigliano. Un tema già pronto con il logo cambiato e tre pagine di testo è un sito. Lo è anche un progetto disegnato sulle tue esigenze, con i contenuti scritti per farti trovare su Google, le pagine veloci sul telefono e l'accessibilità verificata.
Quando ricevi due preventivi lontani, quasi sempre non descrivono la stessa cosa. Prima di guardare il totale, controlla:
- quante pagine sono comprese e quali;
- chi scrive i testi e chi procura le foto;
- se la grafica è su misura o parte da un modello;
- cosa succede dopo la pubblicazione (assistenza, aggiornamenti, modifiche);
- a chi restano intestati dominio, hosting e accessi.
Se una di queste voci manca, chiedila per iscritto. È lì che di solito si nasconde la differenza.
Quali voci fanno salire il costo di un sito web aziendale?
Ogni progetto è una somma di blocchi. Alcuni ci sono sempre, altri dipendono da cosa deve fare il sito per la tua attività.
Progettazione e struttura
Prima di disegnare qualsiasi cosa decido con te quali pagine servono, in che ordine si leggono e cosa deve fare chi arriva: chiamare, scrivere, prenotare, chiedere un preventivo. Un sito con una pagina per ogni servizio richiede più lavoro di una vetrina con una sola pagina «Servizi», ma di solito rende di più, perché ogni pagina risponde a una ricerca precisa.
Grafica su misura o modello
Un modello già pronto costa meno all'inizio. Il prezzo lo paghi dopo: pagine pesanti, codice che non controlli, aggiornamenti che rompono qualcosa. Una grafica disegnata sulla tua attività richiede più ore, ma ogni elemento ha un motivo e il sito resta leggero. Ne parlo meglio nella guida su sito su misura o WordPress.
Testi e fotografie
È la voce che più spesso viene sottovalutata. Se i testi li scrivi tu, risparmi, ma serve tempo e i contenuti rallentano spesso la consegna più dello sviluppo. Se li scrivo io, partendo da un'intervista e dalle domande che i tuoi clienti fanno davvero, il lavoro sale ma il sito parla la lingua di chi cerca. Lo stesso vale per le foto: quelle vere del tuo laboratorio o del tuo locale valgono più di qualsiasi immagine da archivio.

Funzioni oltre la vetrina
Qui il costo cambia davvero. Alcuni esempi di funzioni che richiedono lavoro in più:
- un modulo di richiesta preventivo che fa le domande giuste e ti arriva già ordinato;
- le prenotazioni e i pagamenti online, con calendario, caparra e email di conferma;
- un catalogo prodotti, anche senza vendita online;
- un'area riservata per i clienti;
- più lingue, con traduzioni curate e indirizzi separati per ogni lingua;
- il collegamento con un gestionale, un CRM o un channel manager.
Ogni funzione va progettata, costruita e provata. Più sono, più il sito si avvicina a un software, e il preventivo lo riflette.
SEO tecnica e accessibilità
Un sito fatto bene nasce con le basi della SEO tecnica già a posto: titoli e descrizioni per ogni pagina, mappa del sito, indirizzi puliti, dati strutturati, pagine veloci. Lo stesso vale per l'accessibilità, che per alcune attività è diventata un obbligo dal 28 giugno 2025. Se un preventivo non ne parla, chiedi se sono incluse o se arriveranno come extra.
Quali sono i costi che si pagano ogni anno?
Il sito non finisce il giorno della pubblicazione. Ci sono costi ricorrenti che è giusto conoscere da subito:
- dominio: il rinnovo annuale dell'indirizzo, che deve essere intestato a te;
- hosting: lo spazio sul server dove vive il sito, con backup e certificato di sicurezza;
- manutenzione: aggiornamenti, controlli di sicurezza, piccole modifiche, assistenza quando qualcosa non va;
- licenze e servizi esterni: eventuali temi o plugin a pagamento, servizi di prenotazione, invio email, mappe.
Un preventivo che sembra basso a volte sposta il costo su queste voci, ad esempio con un hosting obbligatorio presso chi ha fatto il sito e un canone che sale col tempo. Chiedi sempre quanto costa restare online il secondo anno, e cosa succede se un giorno vuoi cambiare fornitore. Su questo ho scritto una guida a parte: cosa comprende la manutenzione di un sito.
Come confronto due preventivi senza sbagliare?
Mettili uno accanto all'altro e trasformali nello stesso elenco di voci. Poi fai queste domande a entrambi:
- Il sito è costruito su un modello o progettato da zero?
- Chi scrive i testi e quante revisioni sono comprese?
- Il sito sarà veloce sul telefono? Come lo verificate?
- Le pagine nascono con titoli, descrizioni e dati strutturati per Google?
- Il sito rispetta i criteri di accessibilità?
- Dominio, hosting e codice sono intestati a me?
- Cosa è compreso dopo la pubblicazione, e per quanto tempo?
- Se un giorno cambio fornitore, cosa mi consegnate?
Chi lavora bene risponde senza giri di parole. Se le risposte sono vaghe, il prezzo basso è solo l'inizio. Ho raccolto altre domande utili nella guida su cosa chiedere a chi ti fa il sito.
Si può spendere meno senza fare un sito peggiore?
Sì, se tagli le cose giuste. Alcune scelte riducono il lavoro senza togliere valore:
- partire con meno pagine ma complete: meglio cinque pagine scritte bene che quindici vuote;
- preparare tu i materiali: foto vere, elenco dei servizi, domande frequenti dei clienti;
- rimandare le funzioni non essenziali: la seconda lingua o il blog possono arrivare in una seconda fase, se la struttura è pensata per accoglierle;
- decidere in fretta: le approvazioni che restano ferme settimane allungano i tempi e, a volte, i costi.
Quello che sconsiglio di tagliare sono le fondamenta: velocità, struttura delle pagine, basi SEO e accessibilità. Rifarle dopo costa più che farle subito.
Un esempio concreto: due attività, due siti diversi
Immagina un'officina che vuole farsi trovare in zona e ricevere richieste di preventivo. Le servono poche pagine curate: i servizi, la zona servita, le foto dei lavori, un modulo che chiede marca, modello e problema. Il lavoro sta soprattutto nei testi e nella struttura.
Ora pensa a un agriturismo che vuole ricevere prenotazioni dirette, in due lingue, con la caparra pagata online. Qui il sito deve mostrare le disponibilità, calcolare il prezzo, incassare e mandare le conferme. È un progetto diverso, anche se le pagine sono più o meno le stesse. Nel portfolio trovi esempi di entrambi i tipi, dai siti vetrina come quello di Puglia Luxury Car a quelli con prenotazione diretta.
Cosa mi serve per prepararti un preventivo?
Bastano poche informazioni:
- cosa fa la tua attività e chi sono i tuoi clienti;
- cosa deve succedere quando qualcuno arriva sul sito;
- se hai già un sito, un dominio, testi e foto;
- le funzioni che ti servono subito e quelle che possono aspettare;
- una data entro cui vorresti essere online.
Con queste risposte ti preparo una proposta divisa per voci, così sai esattamente cosa stai pagando e cosa puoi rimandare.
Ne parliamo?
Se stai valutando un nuovo sito, scrivimi dalla pagina contatti o chiamami. Ti seguo io dall'inizio alla fine, e ti dico con franchezza cosa serve e cosa no. Intanto puoi vedere come lavoro sui siti web aziendali.
Crediti delle immagini
- Copertina: foto di Amélie Mourichon su Unsplash
- Foto 2: foto di Compagnons su Unsplash


