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Dominio intestato a chi? Come essere davvero proprietario del tuo sito

Il dominio deve essere intestato a te o alla tua azienda, non a chi ti ha fatto il sito. Lo stesso vale per hosting, account Google, statistiche e codice. Ecco come verificare a chi è intestato oggi il tuo dominio, cosa chiedere per iscritto e come recuperarlo se è a nome di altri.

Mazzo di chiavi appoggiato su un tavolo di legno scuro

Il dominio del tuo sito deve essere intestato a te o alla tua azienda, non a chi ti ha fatto il sito. Lo stesso vale per l'account dell'hosting, per gli strumenti di Google, per le statistiche e, quando l'hai pagato, per il codice. Se oggi il dominio risulta a nome di un fornitore, di un ex collaboratore o di un parente che non c'è più, sei esposto: basta un rinnovo mancato o una lite per perdere il sito e la posta.

È uno dei primi controlli che faccio quando prendo in mano un sito esistente, e più spesso di quanto si pensi la risposta è una brutta sorpresa.

Perché è così importante a chi è intestato il dominio?

Il dominio è il tuo indirizzo su internet: il sito, le email aziendali, i biglietti da visita, le insegne, le schede sui portali puntano lì. Chi ne è intestatario, per il registro, ne è il titolare. Può rinnovarlo, cambiarne le impostazioni, trasferirlo o lasciarlo scadere.

Se l'intestatario non sei tu, nei casi peggiori:

  • il fornitore chiude o sparisce e il dominio scade senza che nessuno lo rinnovi;
  • in caso di disaccordo, non puoi spostare il sito da un'altra parte;
  • le email aziendali smettono di funzionare da un giorno all'altro;
  • qualcun altro registra il dominio scaduto e lo usa, o te lo rivende.

Come verifico a chi è intestato il mio dominio?

Per i domini «.it» puoi consultare il servizio di ricerca del Registro .it, l'anagrafe dei domini italiani: inserisci il nome e vedi lo stato del dominio, la data di scadenza e il registrar che lo gestisce. Per i domini «.com» e gli altri esistono servizi di ricerca simili, chiamati WHOIS.

I dati personali dell'intestatario spesso non sono visibili a tutti per motivi di privacy. In quel caso:

  • chiedi al registrar o a chi ti segue di mostrarti la scheda del dominio con l'intestatario;
  • controlla le fatture: chi paga il rinnovo, e a nome di chi?
  • verifica di avere accesso al pannello del registrar con un account tuo.

Quali altri accessi devono essere miei?

Il dominio è il più importante, ma non è l'unico. Fai un elenco e verifica uno per uno:

  • registrar del dominio: account intestato a te, con le tue credenziali;
  • hosting: contratto e fatturazione a tuo nome;
  • DNS: le impostazioni che collegano dominio, sito e posta, spesso nello stesso pannello del registrar;
  • posta elettronica aziendale: account principale tuo;
  • Google Search Console e strumenti di statistica: tu come proprietario, chi ti segue come utente;
  • scheda dell'attività su Google: tu come proprietario;
  • pannello del sito (CMS): un utente amministratore tuo;
  • servizi collegati: pagamenti, prenotazioni, invio di newsletter.

Chi lavora per te deve avere gli accessi per fare il suo lavoro, ma come utente aggiunto, non come proprietario al tuo posto.

Uomo che firma un documento con una penna su una scrivania
Intestazioni e accessi vanno scritti nel contratto, non lasciati alla fiducia

E il codice del sito, di chi è?

Dipende dal contratto. Se il sito è costruito su misura e l'hai pagato, è ragionevole che tu riceva il codice e il diritto di usarlo e modificarlo, anche con un altro fornitore. Se il sito usa una piattaforma in abbonamento, il codice resta della piattaforma e tu hai i tuoi contenuti e dati.

L'importante è che sia scritto prima di iniziare. Approfondisce il tema la guida sulla proprietà del codice sorgente.

Il mio dominio è intestato al vecchio fornitore: come lo recupero?

Nella maggior parte dei casi si risolve con una richiesta chiara e un po' di pazienza.

  1. Raccogli le prove: fatture del sito e dei rinnovi, contratto, email in cui si parla del dominio.
  2. Chiedi per iscritto il cambio di intestatario a tuo nome, o il codice di trasferimento (per i domini «.it» si chiama codice AuthInfo) per spostarlo presso un registrar scelto da te.
  3. Fissa un termine ragionevole e conserva le risposte.
  4. Se il fornitore non risponde o rifiuta, rivolgiti a un avvocato: ci sono strumenti per far valere i tuoi diritti, e anche il Registro .it prevede procedure per le contestazioni.

Durante il passaggio non toccare le impostazioni DNS senza sapere cosa fai: sito e posta potrebbero fermarsi. È un lavoro da pianificare, meglio con chi conosce la configurazione attuale.

Come evito il problema con un sito nuovo?

Con poche regole messe nero su bianco all'inizio:

  • il dominio lo registri tu, o chi ti segue lo registra a tuo nome con i tuoi dati;
  • l'hosting è un contratto tuo, o un servizio di cui ricevi gli accessi completi;
  • alla consegna ricevi un documento con tutti gli accessi e le scadenze;
  • il contratto dice cosa ti viene consegnato se un giorno cambi fornitore.

È l'impostazione che propongo ai miei clienti: dominio e account a loro nome, io con gli accessi che servono per lavorare. Se un giorno decidono di cambiare fornitore, non resta niente in ostaggio.

Cosa deve contenere il documento di consegna?

Alla fine di ogni progetto dovresti ricevere un documento, anche di una pagina, che raccoglie tutto ciò che serve per non dipendere da nessuno. Potremmo chiamarlo «il documento delle chiavi». Contiene:

  • dove è registrato il dominio, a nome di chi e quando scade;
  • dove si trova l'hosting, con il riferimento del contratto;
  • come accedere al pannello del sito e chi ha quali utenze;
  • dove sono configurati DNS e posta;
  • quali servizi esterni usa il sito (pagamenti, prenotazioni, mappe, invio di email) e a nome di chi sono;
  • dove si trovano i backup e come si ripristinano.

Le password non vanno scritte nel documento: si conservano in un gestore di password o si consegnano a parte. Il documento serve a sapere cosa c'è e dove, così chiunque ti segua in futuro può ripartire da lì.

E se il sito l'ha fatto un parente o un ex collaboratore?

Succede spesso con le piccole attività: il sito l'ha fatto il nipote appassionato o un collaboratore che poi ha cambiato strada, e il dominio è rimasto a suo nome, con la sua email. Finché tutto funziona nessuno ci pensa, poi arriva l'avviso di scadenza a un indirizzo che nessuno legge più.

In questi casi la strada è quasi sempre amichevole: chiedi alla persona di avviare il cambio di intestatario o di fornire il codice di trasferimento, e approfittane per recuperare anche gli altri accessi. Meglio farlo adesso, con calma, che il giorno in cui il sito smette di funzionare.

Cosa succede se il dominio scade?

Di solito c'è un periodo dopo la scadenza in cui il titolare può ancora rinnovarlo, con regole diverse a seconda dell'estensione. Passato quel periodo, il dominio torna libero e chiunque può registrarlo. Per un'attività avviata, perdere il dominio significa perdere sito, email e la reputazione accumulata su quell'indirizzo.

Per questo il rinnovo automatico deve essere attivo, con un metodo di pagamento valido e un'email di avviso che leggi davvero.

Quali domini conviene registrare?

Il dominio principale, prima di tutto. Poi, se il budget lo permette, le varianti più ovvie del tuo nome e le estensioni più usate dai tuoi clienti, collegate al sito principale con un reindirizzamento. Servono a evitare che altri le registrino e a non perdere chi sbaglia a scrivere l'indirizzo. Tutte, naturalmente, intestate a te.

Ne parliamo?

Se non sei sicuro di chi sia l'intestatario del tuo dominio o dei tuoi accessi, scrivimi dalla pagina contatti. Faccio con te l'elenco e ti aiuto a rimettere tutto a tuo nome. Se poi vuoi che qualcuno se ne occupi nel tempo, c'è il servizio di manutenzione e hosting; se il sito va anche rifatto, quello di rifacimento siti. Nella consulenza tecnica rientrano anche questi controlli.

Fonti

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