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Aprire un e-commerce: cosa serve davvero, dagli obblighi al primo ordine
Per aprire un e-commerce servono una posizione fiscale in regola, le pratiche per il commercio online, pagine legali complete (condizioni di vendita, recesso, garanzia, privacy), pagamenti e spedizioni organizzati e qualcuno che gestisca ordini e clienti ogni giorno. Ecco l'elenco in ordine.

Per aprire un e-commerce in Italia servono cinque cose: una posizione fiscale in regola per vendere online, le pratiche previste per il commercio elettronico, pagine legali complete per il consumatore, pagamenti e spedizioni organizzati, e una persona che ogni giorno gestisca ordini e clienti. Il sito è solo una delle cinque. Chi parte dal sito e pensa al resto dopo, di solito si ritrova a rincorrere.
Io costruisco la parte tecnica, ma accompagno sempre il cliente anche su queste domande, perché un negozio online che non rispetta le regole o non riesce a spedire non vende. Per gli aspetti fiscali e legali il riferimento resta il tuo commercialista o un avvocato: qui ti do la mappa.
Cosa serve dal punto di vista fiscale e amministrativo?
Prima di vendere, la tua attività deve essere in regola per farlo online. In linea generale servono:
- una partita IVA con un'attività compatibile con il commercio online (il codice ATECO giusto lo sceglie il commercialista);
- le pratiche previste per il commercio elettronico presso il Comune, di solito tramite lo sportello per le attività produttive;
- la posizione previdenziale e l'iscrizione al Registro delle imprese, quando richieste dalla forma della tua attività.
Se hai già un negozio fisico, spesso basta aggiornare la posizione esistente. Se vendi in altri Paesi dell'Unione, oltre una certa soglia di vendite l'IVA segue le regole del Paese del cliente: anche qui decide il commercialista, ma conviene saperlo prima di aprire le spedizioni all'estero.
Quali informazioni deve mostrare il sito?
Il sito di un'attività commerciale deve rendere chiaro chi vende. Nel piè di pagina e nelle pagine legali devono comparire almeno la ragione sociale, la sede, la partita IVA e i contatti, compreso un indirizzo email. Per le società servono anche i dati del Registro delle imprese.
Prima dell'acquisto il consumatore deve poi trovare in modo chiaro, come chiede il Codice del consumo:
- le caratteristiche principali del prodotto;
- il prezzo totale con le imposte, e le spese di consegna;
- i modi di pagamento e di consegna, con i tempi;
- le condizioni del diritto di recesso;
- la garanzia legale di conformità;
- come contattarti e come presentare un reclamo.
C'è anche un dettaglio che molti trascurano: il pulsante che conclude l'ordine deve dire in modo inequivocabile che l'ordine comporta l'obbligo di pagare, per esempio «Ordine con obbligo di pagamento». Un generico «Continua» non basta.
Quali pagine legali non possono mancare?
Un e-commerce ha bisogno di alcune pagine scritte bene e aggiornate:
- condizioni generali di vendita, con prezzi, pagamento, consegna, recesso e garanzia;
- diritto di recesso: per gli acquisti a distanza il consumatore ha di regola 14 giorni per ripensarci, con le eccezioni previste dalla legge (per esempio i prodotti su misura);
- garanzia legale di conformità, che spetta al consumatore per due anni dalla consegna;
- informativa sulla privacy e gestione dei cookie, secondo il GDPR e le regole del Garante (ne parla la guida sul cookie banner);
- spedizioni e resi, con costi e tempi chiari.
Una novità utile: dal 20 luglio 2025 la piattaforma europea per la risoluzione online delle controversie (ODR) è stata chiusa, e con lei l'obbligo di mettere il link nel sito. Se le tue condizioni lo citano ancora, vanno aggiornate. Resta invece l'obbligo di informare il cliente sulle procedure di risoluzione alternative, quando aderisci a un organismo.
Questi testi non si copiano da un altro sito: devono descrivere come lavori tu. Falli preparare o rivedere da un professionista.
Ci sono regole sui prezzi e sugli sconti?
Sì. Quando annunci una riduzione di prezzo, il prezzo precedente da mostrare è il più basso che hai applicato nei trenta giorni prima dello sconto. È la regola introdotta nel Codice del consumo dalla cosiddetta direttiva Omnibus, e il ministero ha pubblicato una pagina di domande frequenti che vale la pena leggere. Un prezzo barrato gonfiato non è solo scorretto verso il cliente: è sanzionabile.
Come organizzo pagamenti e spedizioni?
Sono le due cose che il cliente nota di più.
Per i pagamenti servono almeno carta di credito e un'alternativa diffusa, come PayPal o un portafoglio digitale. I fornitori seri si occupano della sicurezza della carta e dell'autenticazione forte del cliente richiesta in Europa. Ho dedicato una guida ai pagamenti online sul sito.
Per le spedizioni decidi prima:
- con quale corriere lavori e con quali tariffe;
- se offri il ritiro in negozio, che per un'attività locale è spesso un vantaggio;
- come imballi i prodotti fragili o ingombranti;
- come gestisci resi e cambi, e chi paga il ritorno.

E il negozio online vero e proprio?
Arrivati qui, il sito è la parte più concreta. Deve avere:
- un catalogo con schede prodotto complete (foto vere, descrizioni utili, varianti, disponibilità);
- un carrello e un pagamento semplici, che funzionino bene sul telefono;
- email automatiche per conferma, spedizione e reso;
- un pannello che ti permetta di gestire ordini e prodotti senza chiamare nessuno;
- le basi per farsi trovare su Google;
- l'accessibilità, che per molti negozi online è un obbligo dal 28 giugno 2025 (trovi i controlli pratici nella checklist per un e-commerce accessibile).
La scelta della piattaforma viene dopo aver chiarito catalogo, gestione e collegamenti con il gestionale. Ne parlo nella guida su come scegliere la piattaforma e-commerce.
Chi gestirà il negozio dopo l'apertura?
È la domanda che decide il successo più di tutte le altre. Un e-commerce richiede ogni giorno di:
- controllare e preparare gli ordini;
- rispondere a email e messaggi dei clienti;
- aggiornare giacenze e prezzi;
- caricare i prodotti nuovi;
- gestire resi e rimborsi.
Se il negozio si collega al gestionale, una parte di questo lavoro si automatizza. Il resto richiede una persona con del tempo dedicato. Meglio saperlo prima.
Come arrivano i primi clienti?
Aprire il negozio non basta perché qualcuno lo trovi. I primi clienti, per un'attività locale, arrivano quasi sempre da chi ti conosce già: clienti del negozio fisico, contatti, passaparola. Diglielo in negozio, sugli scontrini, sui sacchetti, nella firma delle email.
Poi lavorano i motori di ricerca, che però hanno bisogno di tempo e di pagine fatte bene: categorie con un testo utile, schede prodotto scritte da te e non copiate dal fornitore, basi tecniche a posto. Ne parlo nella guida su come scrivere una scheda prodotto.
Se vuoi accelerare, le campagne a pagamento possono portare visite fin dal primo giorno, ma conviene partire con budget piccoli e misurare quali prodotti vendono davvero. E non trascurare chi ha già comprato: un cliente soddisfatto che torna costa molto meno di uno nuovo.
Un ordine sensato per partire
- Parla con il commercialista di posizione fiscale e pratiche.
- Decidi catalogo iniziale, spedizioni e resi.
- Fai preparare le pagine legali sulla tua attività.
- Scegli piattaforma e pagamenti in base a catalogo e gestionale.
- Prepara foto e descrizioni dei prodotti.
- Prova il negozio facendo ordini veri, compreso un reso.
- Apri, misura, correggi.
Nei negozi online che ho realizzato per attività locali come Brand Market ed Elettrostore c'è anche il ritiro in negozio: per chi parte, semplifica molto la parte delle spedizioni.
Quanto tempo serve per aprire?
Dipende soprattutto dal catalogo e dalle pratiche, meno dal sito. Le pratiche amministrative e le pagine legali si preparano in parallelo alla costruzione del negozio. Il lavoro che richiede più tempo, di solito, sono le foto e le descrizioni dei prodotti: conviene iniziarlo subito, anche prima di aver scelto la piattaforma.
Ne parliamo?
Se stai pensando di aprire un negozio online, scrivimi dalla pagina contatti. Partiamo da cosa vendi e da come lavori oggi, e costruiamo un e-commerce che puoi gestire davvero. Nel settore del commercio trovi come affronto i negozi.
Fonti
- Codice del consumo, decreto legislativo 206/2005 (Normattiva)
- Regolamento (UE) 2024/3228 sulla chiusura della piattaforma ODR (EUR-Lex)
- MIMIT, annunci di riduzione di prezzo: domande frequenti
Crediti delle immagini
- Copertina: foto di M. Cooper su Unsplash
- Foto 2: foto di Shamblen Studios su Unsplash


