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Come scegliere la piattaforma e-commerce giusta per la tua impresa
Per scegliere la piattaforma e-commerce guarda cinque cose: quanti prodotti hai e quanto sono complessi, chi gestirà il negozio, con quali sistemi deve parlare (gestionale, magazzino, fatture), i costi ricorrenti e quanto restano tuoi dati e negozio. Ecco le tre famiglie di piattaforme.

Per scegliere la piattaforma e-commerce giusta non partire dai nomi, parti dal tuo negozio: quanti prodotti hai e quanto sono complessi, chi lo gestirà ogni giorno, con quali sistemi deve parlare, quanto costa tenerlo acceso ogni anno e quanto resta tuo. Le piattaforme si dividono in tre famiglie (in abbonamento, open source, su misura) e ognuna ha senso in situazioni diverse. Scegliere male non si vede il primo mese, si vede il secondo anno.
Ti spiego come valuto queste cinque cose quando un commerciante mi chiede un negozio online.
Quali tipi di piattaforma e-commerce esistono?
Semplificando, le strade sono tre.
Piattaforme in abbonamento
Paghi un canone mensile e il fornitore si occupa di server, aggiornamenti e sicurezza. Shopify è l'esempio più noto. Parti in fretta, non pensi alla parte tecnica e trovi molte app per aggiungere funzioni. In cambio paghi canoni, app e, in certi casi, commissioni sulle vendite, e sei legato alle regole e ai prezzi del fornitore.
Piattaforme open source
Il software è libero e lo installi su un hosting tuo: WooCommerce (dentro WordPress), PrestaShop, Magento nella versione open source. Hai più controllo e nessun canone sulla piattaforma, ma servono hosting adeguato, aggiornamenti, estensioni spesso a pagamento e qualcuno che se ne occupi.
E-commerce su misura
Il negozio è costruito per la tua attività, con le funzioni che servono e nessuna in più. Ha senso quando le regole di vendita sono particolari (listini per cliente, prezzi al metro, configuratori, vendita solo su prenotazione) o quando il negozio deve lavorare stretto con un gestionale esistente.
Nessuna famiglia è migliore in assoluto. Se ti interessa il confronto tra le due più diffuse, l'ho fatto nella guida Shopify o WooCommerce.
Quanti prodotti hai, e quanto sono complessi?
È il primo criterio, e il più sottovalutato. Venti prodotti con una taglia e un colore stanno bene ovunque. Mille prodotti con varianti, misure e prezzi diversi cambiano tutto.
Domande da farti:
- quante varianti ha un prodotto (taglia, colore, finitura)?
- il prezzo dipende dalla quantità o da una misura, come i metri quadrati?
- servono filtri per caratteristiche tecniche?
- vendi anche alle aziende con listini diversi?
Per Mabri, con un catalogo di oltre mille prodotti divisi per reparti e i prezzi al metro quadro per pavimenti e rivestimenti, la struttura del catalogo è stata la parte più importante del progetto. Una piattaforma che gestisce male le varianti o i filtri ti costringe a rattoppi continui.
Chi gestirà il negozio ogni giorno?
Una piattaforma bellissima che nessuno sa usare è un problema. Pensa a chi caricherà i prodotti, aggiornerà i prezzi, evaderà gli ordini e risponderà ai clienti. Se è una persona del negozio senza esperienza tecnica, il pannello deve essere chiaro, in italiano e fatto per le operazioni che ripete ogni giorno.
Chiedi sempre una prova del pannello prima di decidere, e fai provare a chi lo userà davvero, non al titolare.
Con quali sistemi deve parlare l'e-commerce?
Qui si decide molto del lavoro futuro. Un negozio online che non parla con il resto dell'azienda crea doppio lavoro: giacenze da aggiornare a mano, ordini da ricopiare nel gestionale, fatture da preparare a parte.
I collegamenti più comuni sono:
- gestionale o magazzino, per giacenze e prezzi;
- fatturazione elettronica;
- corrieri, per etichette e tracciamento;
- sistemi di pagamento;
- marketplace, se vendi anche lì.
Prima di scegliere, verifica che la piattaforma abbia un collegamento affidabile con i tuoi sistemi, o che si possa costruire. Me ne occupo con le integrazioni API, e la guida su come collegare e-commerce e gestionale entra nel dettaglio.
Vendi anche alle aziende o sui marketplace?
Sono due esigenze che cambiano molto la scelta, e conviene dirle subito.
Se vendi anche ad aziende e professionisti, ti servono probabilmente listini riservati, prezzi IVA esclusa, quantità minime, pagamento con bonifico o a fine mese, documenti diversi da quelli per i privati. Alcune piattaforme gestiscono queste regole con estensioni, altre le reggono male. Se il negozio B2B è importante quanto quello per i privati, valuta seriamente una soluzione costruita attorno alle tue regole.
Se vendi anche sui marketplace, il problema diventa tenere allineati prodotti, giacenze e ordini su più canali. Qui serve un collegamento affidabile, perché vendere due volte l'ultimo pezzo su due canali diversi è il modo più rapido per prendere una recensione negativa.
Il negozio funzionerà bene sul telefono?
Gran parte degli acquisti online passa dallo smartphone, e il telefono è anche il punto in cui i negozi perdono più clienti: pagine lente, filtri scomodi, carrello difficile da modificare, pagamento che si blocca alla conferma della banca.
Quando valuti una piattaforma, non guardare la demo sul computer. Prendi un telefono, cerca un prodotto, filtra, aggiungi al carrello e arriva fino al pagamento. Fallo con il tema che userai davvero e con un catalogo simile al tuo. Quello che senti in quei due minuti è quello che sentiranno i tuoi clienti.
La velocità dipende dalla piattaforma, ma anche dal tema e da quante estensioni aggiungi. Un negozio leggero si costruisce scegliendo poche cose fatte bene, su qualsiasi piattaforma.
Quanto costa tenere acceso il negozio ogni anno?
Il costo di realizzazione è solo una parte. Metti in fila anche i costi ricorrenti:
- canone della piattaforma o hosting;
- app ed estensioni a pagamento, spesso in abbonamento;
- commissioni sui pagamenti;
- manutenzione e aggiornamenti;
- tempo delle persone che gestiscono il catalogo.
Le piattaforme in abbonamento sembrano economiche all'inizio, ma ogni funzione aggiunta è un'altra voce mensile. Quelle open source non hanno canone, ma chiedono manutenzione. Fai il conto sui tre anni, non sul primo mese.
Dati e negozio restano tuoi?
È la domanda che quasi nessuno fa all'inizio. Se un giorno vuoi cambiare piattaforma, cosa porti via? Prodotti, clienti, ordini, indirizzi delle pagine, recensioni?
Con una piattaforma in abbonamento esporti i dati, ma grafica e funzioni restano lì. Con una soluzione open source o su misura il codice è tuo, se il contratto lo dice. In ogni caso pretendi che dominio, account e dati siano intestati a te: ne parlo nella guida su chi è il proprietario del sito.
Un percorso pratico per decidere
- Scrivi su un foglio il tuo catalogo tipo: quanti prodotti, quante varianti, come si calcola il prezzo.
- Elenca i sistemi che usi già e che il negozio deve leggere o aggiornare.
- Indica chi gestirà il negozio e quante ore a settimana.
- Stima i costi ricorrenti di ogni opzione su tre anni.
- Scegli la piattaforma più semplice che fa tutto questo senza forzature.
Spesso il risultato sorprende: per un negozio piccolo e lineare la scelta più semplice è la migliore, per un catalogo particolare un e-commerce costruito attorno alle tue regole costa meno nel tempo.
Cosa cambia per l'accessibilità?
Dal 28 giugno 2025 molti negozi online rivolti ai consumatori devono rispettare i requisiti di accessibilità previsti dall'European Accessibility Act. Le microimprese che forniscono servizi ne sono esentate, ma conviene comunque costruire un negozio che tutti possano usare. Ogni piattaforma parte da temi diversi: verifica che quello scelto sia accessibile, e leggi la checklist per un e-commerce accessibile.
Un errore da evitare: scegliere guardando solo la demo
Le demo delle piattaforme sono costruite per piacere: pochi prodotti, foto perfette, nessun caso particolare. Il tuo negozio sarà diverso. Prima di decidere, chiedi di vedere come la piattaforma gestisce un tuo prodotto difficile, quello con più varianti o con il prezzo più complicato, e come si comporta con il numero di prodotti che avrai davvero.
Ne parliamo?
Se stai scegliendo la piattaforma per il tuo negozio, scrivimi dalla pagina contatti. Guardiamo insieme catalogo, sistemi e persone, e ti propongo la soluzione che regge nel tempo. Qui trovi come lavoro sugli e-commerce.
Crediti delle immagini
- Copertina: foto di Rifki Kurniawan su Unsplash


