Notizia5 min di lettura
Spam update di Google di settembre 2026: concluso l'8 ottobre
Lo spam update di Google di settembre 2026 è partito il 24 settembre e si è concluso l'8 ottobre, dopo quasi due settimane. Vale per tutte le lingue, Italia compresa, e non riguarda lo spam di link. Ecco cosa controllare se il sito ha perso traffico in quei giorni.

Google ha completato lo spam update di settembre 2026: è partito il 24 settembre ed è terminato l'8 ottobre 2026, dopo tredici giorni e sedici ore. Lo conferma la dashboard ufficiale sullo stato della Ricerca, e i tempi sono ricostruiti nel dettaglio da Search Engine Roundtable. L'aggiornamento vale per tutte le lingue e tutti i Paesi, quindi anche per i siti italiani.
Che cos'è uno spam update?
Uno spam update è un aggiornamento dei sistemi automatici con cui Google riconosce le pagine che violano le sue regole contro lo spam. Non è un core update, cioè la revisione generale di come vengono ordinati i risultati: colpisce in modo mirato i siti che usano tecniche vietate.
Google ha descritto questo aggiornamento come uno spam update «normale». Ha precisato che non riguarda lo spam di link, cioè i collegamenti comprati o scambiati per gonfiare la reputazione di un sito. Non ha detto quali pratiche siano state prese di mira, e non ha pubblicato percentuali di ricerche coinvolte.
Perché se n'è parlato tanto?
Per la durata. Secondo Search Engine Roundtable, gli spam update precedenti si erano chiusi in un paio di giorni, mentre questo ha impiegato quasi due settimane, con scossoni concentrati in alcuni giorni (25-27 settembre, 30 settembre e 4-6 ottobre). È il quarto spam update del 2026, dopo quelli di marzo, giugno e agosto. L'ultimo core update resta quello di maggio, dal 21 maggio al 2 giugno.
Nei forum molti gestori di siti hanno raccontato cali di traffico in quel periodo. Va detto con onestà: non ogni calo di ottobre dipende da questo aggiornamento. Stagionalità, cambi nei risultati con l'intelligenza artificiale e problemi tecnici del sito producono curve molto simili.
Il mio sito è stato colpito? Come capirlo
Il controllo che faccio per primo è sovrapporre le date. Apro Google Search Console, nel rapporto Prestazioni, e guardo i clic giorno per giorno dal 20 settembre al 15 ottobre.
- Se il calo comincia nei giorni dell'aggiornamento e non si riassorbe dopo l'8 ottobre, l'aggiornamento è un indiziato serio.
- Se il calo è iniziato prima, ad agosto o a inizio settembre, la causa va cercata altrove.
- Se a scendere sono poche pagine precise, guardo prima quelle: testi copiati, pagine generate in serie, contenuti di terzi ospitati senza controllo.
- Controllo la sezione «Azioni manuali»: se c'è una penalizzazione applicata da una persona di Google, lì compare in chiaro.
Cosa cambia per una PMI italiana
Per la grande maggioranza dei siti aziendali, quelli che presentano un'attività reale con testi propri, non cambia nulla. Gli spam update colpiscono pratiche precise: pagine create in massa senza valore, testi rubati ad altri, reindirizzamenti ingannevoli, sezioni del sito «affittate» a terzi per pubblicare contenuti che non c'entrano.
I casi che incontro più spesso nelle piccole aziende sono involontari:
- un vecchio blog riempito anni fa con articoli comprati a pacchetti, tutti uguali;
- centinaia di pagine «servizio + città» generate da un plugin, identiche tranne il nome del Comune;
- un sito violato che ospita pagine di spam all'insaputa del proprietario;
- schede prodotto con descrizioni copiate dal fornitore, uguali a quelle di decine di altri negozi.
Cosa fare adesso
Google dice che il recupero, dopo uno spam update, può richiedere mesi: i sistemi devono rivedere che il sito rispetti davvero le regole. Non ci sono scorciatoie, ma c'è un ordine sensato.
- Fare l'inventario delle pagine. Elenco tutte le URL indicizzate e separo quelle utili da quelle che esistono solo per «fare numero».
- Togliere o riscrivere. Le pagine senza valore si eliminano o si uniscono; quelle utili si riscrivono con informazioni vere sull'azienda.
- Escludere un attacco. Una ricerca «site:» seguita dal proprio dominio rivela subito se Google conosce pagine che non hai mai creato.
- Non comprare soluzioni miracolose. Chi promette di «sbloccare» un sito in pochi giorni dopo uno spam update di solito vende altro spam.
Quando seguo la SEO tecnica di un sito, questo controllo lo faccio comunque dopo ogni aggiornamento annunciato: costa poco e chiarisce subito se c'è un problema reale. Se invece il sito ha anni di contenuti stratificati, spesso conviene valutare un rifacimento ordinato, con i reindirizzamenti fatti bene, e un piano di manutenzione che tenga d'occhio aggiornamenti e sicurezza. Ne ho parlato anche nella guida alla SEO tecnica di base.
Ne parliamo?
Se hai visto il traffico scendere tra fine settembre e inizio ottobre e non sai se dipende da questo aggiornamento, scrivimi dalla pagina contatti: guardo i dati di Search Console insieme a te e ti dico con franchezza se il problema è lo spam update o qualcos'altro. Il punto di partenza è sempre la SEO tecnica del sito.
Fonti
- Google Search Status Dashboard: September 2026 spam update
- Search Engine Roundtable: Google September 2026 Spam Update Is Done Rolling Out
Crediti delle immagini
- Copertina: foto di Markus Winkler su Unsplash


