Salta al contenuto

Notizia4 min di lettura

Attacco DDoS alla Farnesina: cosa insegna NoName057(16) ai siti delle aziende

L'8 ottobre 2026 il sito della Farnesina ha subito un attacco DDoS attribuito al gruppo filorusso NoName057(16), contenuto senza disservizi. Un DDoS non ruba dati ma rende un sito irraggiungibile: anche un negozio online o un sistema di prenotazioni può esserne colpito.

Scie luminose rosse e bianche delle auto su una strada di notte, a lunga esposizione

Dalla mattina dell'8 ottobre 2026 il sito del Ministero degli Esteri è stato bersaglio di un attacco DDoS, attribuito secondo le agenzie di stampa al gruppo filorusso NoName057(16). Come riporta Euronews, la Farnesina ha dichiarato che l'attacco è stato mitigato dai sistemi di protezione senza disservizi, e che le verifiche sono state estese ai siti di ambasciate e consolati. L'Espresso aggiunge che sul caso lavora la Polizia postale e che l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha contattato il ministero.

Che cos'è un attacco DDoS?

DDoS sta per Distributed Denial of Service, negazione del servizio distribuita. Migliaia di computer, spesso dispositivi infettati di cui i proprietari non sanno nulla, inviano contemporaneamente richieste allo stesso sito, fino a esaurirne la capacità. Chi prova a visitarlo trova una pagina lentissima o che non si carica.

Come sottolinea L'Espresso, un DDoS da solo non dimostra che qualcuno sia entrato nei sistemi o abbia rubato dati. È un'arma di disturbo: rende un servizio irraggiungibile per il tempo dell'attacco. Nel caso della Farnesina il sito è rimasto accessibile, grazie al monitoraggio condotto insieme al Polo Strategico Nazionale.

Chi è NoName057(16)?

È un gruppo che sostiene la Russia nella guerra contro l'Ucraina e che da anni colpisce siti istituzionali e aziendali dei Paesi europei, spesso in coincidenza con appuntamenti politici. Le sue azioni puntano più al rumore e alla propaganda che al furto di dati. Il ministro degli Esteri ha annunciato che l'Italia lavorerà con la Romania e altri Paesi europei per proporre di indicare pubblicamente i responsabili degli attacchi informatici.

Secondo il Rapporto Clusit presentato a fine ottobre, nel primo semestre 2026 gli attacchi DDoS sono scesi dal 38,5% al 17% degli incidenti gravi in Italia: ne parlo nella notizia sul Rapporto Clusit 2026. Restano però uno strumento facile da usare, anche contro bersagli piccoli.

Un'azienda piccola rischia un DDoS?

Difficilmente sarà il bersaglio di un gruppo come NoName057(16), che cerca visibilità. Ma i DDoS esistono anche su scala più piccola: si comprano a poco prezzo come servizio e vengono usati per estorsioni ("paga o ti blocco il sito"), per concorrenza sleale o per vendetta.

C'è poi un effetto indiretto: sugli hosting condivisi, un attacco contro un altro sito ospitato sullo stesso server può rallentare anche il tuo, senza che tu sia il bersaglio.

Il punto è quanto pesa per te un'ora di sito irraggiungibile. Per un sito vetrina, poco. Per un negozio online durante una promozione, per un sistema di prenotazioni di una struttura ricettiva o per un'area clienti da cui passano ordini, molto di più.

Cosa fare adesso?

  1. Chiedi al tuo hosting che protezione offre contro i DDoS e cosa succede al tuo sito se un attacco colpisce il server: su alcuni servizi la reazione è sospendere il sito colpito per proteggere gli altri clienti.
  2. Valuta un servizio di protezione davanti al sito: una rete di distribuzione dei contenuti (CDN) con filtro del traffico aiuta ad assorbire gli attacchi più comuni.
  3. Separa le funzioni critiche dal sito vetrina: se il sito pubblico va giù, il gestionale interno e i pagamenti non devono seguirlo.
  4. Tieni un canale alternativo per comunicare con i clienti in caso di disservizio, per esempio una pagina di stato o un messaggio pronto per l'email.
  5. Controlla i dispositivi della tua rete: telecamere, router e stampanti non aggiornati possono essere arruolati, a tua insaputa, negli attacchi contro altri.

Ne parliamo?

Con il servizio di manutenzione e hosting valuto con te l'infrastruttura e le protezioni dal traffico anomalo più adatte, e tengo separato ciò che deve restare in piedi. Se il tuo sito gestisce prenotazioni e pagamenti o un negozio online, la continuità del servizio è parte del progetto. Scrivimi dalla pagina contatti.

Fonti

Crediti delle immagini

Da leggere dopo

  • 4 min di lettura

    Backdoor WordPress che si ricostruisce: perché cancellare i file non basta

    A fine settembre 2026 Sucuri ha descritto SC, una backdoor per WordPress che vive in almeno otto punti fra file, database e memoria del server: ogni copia rigenera le altre. Per un sito infetto, cancellare i file sospetti non basta: serve una bonifica completa e nell'ordine giusto.

  • 4 min di lettura

    Bricksforge, falla critica nel plugin WordPress: attacchi in corso

    Dal 7 ottobre 2026 è sfruttata una falla critica di Bricksforge, add-on del builder Bricks per WordPress: senza login permette di caricare ed eseguire codice PHP sul sito. È corretta dalla versione 3.1.8.10, da installare subito su ogni sito che usa il plugin.

  • 4 min di lettura

    Drupal Commerce, falla «altamente critica» già sfruttata negli e-commerce

    Drupal ha avvisato che la falla CVE-2026-118539 di Commerce Core, il modulo per vendere online, è sfruttata negli attacchi. Permette di aggirare i controlli su alcune funzioni del negozio con possibili danni economici. Va aggiornato alla 3.3.13 o alla 8.x-2.41.

Ti serve qualcosa di simile?

Descrivimi la tua attività e cosa vorresti ottenere: ti rispondo personalmente, e se il progetto è adatto ricevi una proposta con attività, tempi e costi.

Prima vuoi capire come lavoro? Manutenzione, hosting e sicurezza
Torna all’inizio della pagina