Salta al contenuto

Notizia4 min di lettura

Bricksforge, falla critica nel plugin WordPress: attacchi in corso

Dal 7 ottobre 2026 è sfruttata una falla critica di Bricksforge, add-on del builder Bricks per WordPress: senza login permette di caricare ed eseguire codice PHP sul sito. È corretta dalla versione 3.1.8.10, da installare subito su ogni sito che usa il plugin.

Portatile aperto su un tavolo di legno con un editor di codice sullo schermo

Il 12 ottobre 2026 SecurityWeek e The Hacker News hanno riportato l'allarme di Patchstack, società specializzata nella sicurezza di WordPress: la vulnerabilità CVE-2026-85097 del plugin Bricksforge è sfruttata negli attacchi dal 7 ottobre. La falla permette a un visitatore qualsiasi, senza login, di caricare un file PHP sul sito e di eseguirlo. Patchstack le assegna il punteggio massimo, 10 su 10; Wordfence la valuta 9,8. Sono colpite le versioni fino alla 3.1.8.9, la correzione è nella 3.1.8.10.

Che cos'è Bricksforge e chi rischia?

Bricksforge è un'estensione commerciale per Bricks, uno dei costruttori visuali di pagine per WordPress. Aggiunge moduli di contatto avanzati, animazioni, un editor per le email e pagine di amministrazione. Secondo Patchstack, citata da SecurityWeek, lo usano circa 6.000 siti.

Non è un numero enorme, ma il profilo è preciso: siti aziendali e vetrine curate, spesso realizzati da agenzie o freelance e poi consegnati al cliente. Proprio quelli in cui, finito il lavoro, nessuno controlla più gli aggiornamenti dei plugin a pagamento.

Come funziona l'attacco?

The Hacker News riassume l'analisi di Patchstack e di Wordfence. Il plugin controlla il tipo di file solo al primo caricamento, quando il visitatore allega qualcosa a un modulo. Al momento dell'invio del modulo, invece, si fida dei dati che arrivano dal browser.

L'attaccante quindi:

  1. ottiene un codice di sicurezza (nonce) da un indirizzo del sito che lo rilascia a chiunque;
  2. carica un'immagine GIF che contiene anche codice PHP: supera il controllo perché è davvero un'immagine valida;
  3. invia il modulo indicando come destinazione un nome di file che finisce in .php;
  4. il plugin copia il contenuto lì, e da quel momento il codice si esegue aprendo l'indirizzo del file.

Con l'esecuzione di codice sul server l'attaccante può prendersi il sito, installare una backdoor, leggere il database con i dati dei clienti.

Gli attacchi sono già partiti?

Sì. Patchstack ha visto i primi tentativi il 7 ottobre alle 21:47 (ora UTC), rivolti agli indirizzi con cui Bricksforge riceve i moduli. SecurityWeek riporta richieste arrivate da decine di indirizzi IP diversi, con payload identici: un andamento da attacco automatizzato, che passa in rassegna i siti in cerca di quelli non aggiornati. Patchstack non attribuisce la campagna a un gruppo preciso.

Questo è il punto da capire: chi lancia questi attacchi non sceglie la vittima. Prova su tutti i siti che trova, e il sito della piccola impresa vale quanto quello di una multinazionale, perché serve comunque a ospitare malware, mandare spam o rubare dati.

Cosa cambia per una PMI con un sito WordPress?

Se il tuo sito è fatto con Bricks, chiedi a chi l'ha realizzato se usa anche Bricksforge. Se non lo sai, puoi verificarlo tu nella pagina Plugin della bacheca di WordPress.

Il problema più grande, di solito, non è la falla in sé ma la licenza scaduta: i plugin commerciali si aggiornano solo con una licenza attiva, e capita spesso di trovarli fermi a versioni di un anno prima.

Cosa fare adesso?

  1. Aggiorna Bricksforge alla versione 3.1.8.10 o successiva. Se la licenza è scaduta, rinnovala o fatti dare l'aggiornamento da chi ha fatto il sito.
  2. Se non puoi aggiornare subito, disattiva il plugin: meglio qualche modulo che non funziona per un giorno che un sito compromesso.
  3. Controlla le cartelle dei caricamenti (wp-content/uploads) in cerca di file .php, che lì non dovrebbero esserci.
  4. Verifica gli utenti amministratori e cambia le password se ne trovi di sconosciuti.
  5. Se trovi tracce di compromissione, non limitarti a cancellare i file: le infezioni moderne si ricostruiscono, come racconto nella notizia sulla backdoor di WordPress che si rigenera. La procedura completa è in sito hackerato: cosa fare.

Nello stesso periodo è emersa anche una falla nel motore PHP che sta sotto WordPress: ne ho parlato nell'articolo su PHP2Shell.

Ne parliamo?

Un sito aziendale fatto con WordPress va aggiornato con regolarità: core, tema, plugin e versione di PHP, con un backup prima di ogni intervento. È quello che faccio con il servizio di manutenzione e hosting. Se invece il sito è pieno di plugin di cui nessuno sa più il motivo, forse conviene valutare un rifacimento più snello. Scrivimi dalla pagina contatti e ne parliamo.

Fonti

Crediti delle immagini

Da leggere dopo

  • 4 min di lettura

    Backdoor WordPress che si ricostruisce: perché cancellare i file non basta

    A fine settembre 2026 Sucuri ha descritto SC, una backdoor per WordPress che vive in almeno otto punti fra file, database e memoria del server: ogni copia rigenera le altre. Per un sito infetto, cancellare i file sospetti non basta: serve una bonifica completa e nell'ordine giusto.

  • 4 min di lettura

    Drupal Commerce, falla «altamente critica» già sfruttata negli e-commerce

    Drupal ha avvisato che la falla CVE-2026-118539 di Commerce Core, il modulo per vendere online, è sfruttata negli attacchi. Permette di aggirare i controlli su alcune funzioni del negozio con possibili danni economici. Va aggiornato alla 3.3.13 o alla 8.x-2.41.

  • 5 min di lettura

    PHP2Shell: le due falle di PHP già sfruttate e cosa aggiornare

    Il 21 ottobre 2026 PHP ha rilasciato in emergenza le versioni 8.5.12, 8.4.27, 8.3.36 e 8.2.35 per chiudere PHP2Shell, due falle che permettono di eseguire codice da remoto. Gli attacchi sono già in corso: chi ha un sito in PHP deve verificare la versione installata e aggiornarla.

Ti serve qualcosa di simile?

Descrivimi la tua attività e cosa vorresti ottenere: ti rispondo personalmente, e se il progetto è adatto ricevi una proposta con attività, tempi e costi.

Prima vuoi capire come lavoro? Manutenzione, hosting e sicurezza
Torna all’inizio della pagina