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Notizia4 min di lettura

URL con trattini o trattini bassi? Google aggiorna la sua guida

Il 21 ottobre 2026 Google ha riscritto la parte della guida sulla struttura degli URL che spiega come separare le parole. La raccomandazione resta la stessa: trattini sì, trattini bassi no. Cambia la spiegazione, ed è l'occasione per rivedere gli indirizzi del sito.

Palo con tante frecce gialle che indicano direzioni e distanze diverse sotto un cielo blu

Il 21 ottobre 2026 Google ha ritoccato la sezione della sua guida sulla struttura degli URL dedicata alla separazione delle parole. La raccomandazione non cambia: per separare le parole negli indirizzi si usano i trattini, non i trattini bassi. Cambia la spiegazione, ora più chiara. Lo si legge nella pagina ufficiale di Google Search Central, e la modifica è stata segnalata da Search Engine Roundtable.

Cosa dice ora la guida?

La nuova formulazione spiega il perché in modo più semplice. Il trattino basso, nella programmazione, si usa per tenere insieme concetti che vanno letti come un'unica cosa; il trattino, invece, segna in modo chiaro il confine tra una parola e l'altra. Quindi un indirizzo come «abiti-estivi» è preferibile a «abiti_estivi», e tutte e due sono meglio di «abitiestivi», con le parole attaccate.

Search Engine Roundtable precisa che il senso della sezione è lo stesso di prima: Google ha cambiato le parole, non la regola.

Le altre indicazioni che vale la pena ricordare

La stessa pagina contiene alcune regole che vedo ignorate spesso nei siti delle piccole aziende.

  • Le maiuscole contano. Google considera diversi «/Prodotti» e «/prodotti». Se il server li tratta allo stesso modo, conviene scegliere una forma sola e usare sempre quella.
  • Parole nella lingua del pubblico. Per un pubblico tedesco, parole tedesche; i caratteri non latini e le lettere accentate vanno codificati correttamente nei link.
  • Pochi parametri. I parametri che non cambiano il contenuto della pagina, come quelli di tracciamento o gli identificativi di sessione, moltiplicano gli URL inutili.
  • Filtri e calendari. Ogni combinazione di filtri in un catalogo e ogni giorno di un calendario possono generare un URL diverso. Senza controllo, Google spreca tempo a scansionare migliaia di pagine quasi identiche e rischia di non arrivare a quelle importanti.

Cosa cambia per una PMI italiana

Per chi ha già un sito con indirizzi chiari, nulla. E qui c'è il consiglio più importante di tutto l'articolo: non cambiare gli URL di un sito che funziona solo per questa notizia. Ogni cambio di indirizzo richiede reindirizzamenti permanenti fatti bene, e un errore in quella fase costa molto più di un trattino basso.

Diverso è il caso di chi sta per rifare il sito, o ne apre uno nuovo. Lì è il momento giusto per decidere una volta per tutte la forma degli indirizzi. Quando imposto un progetto, le regole che seguo sono poche:

  1. tutto minuscolo;
  2. parole separate da trattini;
  3. niente date negli indirizzi delle pagine che restano valide nel tempo;
  4. niente parametri per i contenuti che devono essere trovati su Google;
  5. ogni filtro del catalogo ha una regola chiara: o produce una pagina utile e indicizzabile, o resta fuori dalla scansione.

Cosa fare adesso

Un controllo rapido si fa in pochi minuti:

  • apri la sitemap del sito e cerca trattini bassi, maiuscole e parametri;
  • in Search Console, nel rapporto sull'indicizzazione delle pagine, guarda se ci sono molte pagine «duplicate» o «scansionate ma non indicizzate»: spesso nascono da URL generati da filtri o calendari;
  • se gestisci un e-commerce o un sito di prenotazioni, verifica come vengono creati gli indirizzi delle ricerche interne e delle date.

Se scopri problemi in un sito esistente, la soluzione va pianificata: mappa dei vecchi indirizzi, reindirizzamenti, controllo dopo la pubblicazione. Ne ho scritto nella guida su come fare una migrazione senza perdere posizionamento. È un lavoro che rientra nella SEO tecnica e, quando l'intervento è profondo, in un rifacimento del sito. Per cataloghi e filtri, il tema si intreccia con la struttura dell'e-commerce.

Ne parliamo?

Se stai per rifare il sito, o temi che gli indirizzi attuali stiano disperdendo il lavoro di Google, scrivimi: guardo la struttura degli URL e ti dico cosa conviene cambiare e cosa è meglio lasciare com'è. Il punto di partenza è sempre un controllo di SEO tecnica.

Fonti

Crediti delle immagini

  • Copertina: foto di Ian Ward su Unsplash

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