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Chrome 156: random() in CSS, IndexedDB su SQLite e moduli che si riprovano

Chrome 156 è stabile dal 20 ottobre 2026. Porta la funzione random() nel CSS, ricostruisce IndexedDB su SQLite per maggiore affidabilità e permette di ricaricare i moduli JavaScript che non sono stati scaricati. Con il ciclo di rilascio a due settimane, la prossima versione arriva il 3 novembre.

Schermo scuro con righe di codice colorate in un editor di testo

Il 20 ottobre 2026 Chrome 156 è arrivato sul canale stabile. Le novità più interessanti per chi fa siti e applicazioni web sono la funzione random() nel CSS, un nuovo motore basato su SQLite per il database del browser IndexedDB e la possibilità di riprovare a caricare un modulo JavaScript che non era stato scaricato. Lo riportano le note di rilascio ufficiali su Chrome Platform Status e l'articolo di GIGAZINE, che conta anche 353 correzioni di sicurezza in questa versione.

Quali sono le novità principali?

  • random() nel CSS. Genera un numero casuale in un intervallo stabilito, con chiavi opzionali per condividere lo stesso valore tra più proprietà o elementi. Utile per piccole variazioni grafiche senza JavaScript.
  • IndexedDB su SQLite. IndexedDB è il database che il browser mette a disposizione delle web app per salvare dati in locale. Google lo ha ricostruito su SQLite per migliorarne l'affidabilità. Le API per gli sviluppatori non cambiano; secondo GIGAZINE, i dati già salvati restano sul vecchio sistema finché non verranno migrati.
  • Moduli JavaScript che si possono riprovare. Finora, se il caricamento di un modulo falliva, per esempio per un calo di rete, il fallimento restava memorizzato e non c'era modo di ritentare senza ricaricare la pagina. Ora basta chiamare di nuovo l'importazione.
  • Pseudo-classe :navigation-source. Seleziona il link, il pulsante o il modulo che ha avviato una navigazione, utile con le transizioni tra pagine.
  • Contenitori di scorrimento su un solo asse. La proprietà overflow accetta combinazioni di valori di scorrimento e clip, e il nuovo valore pair di scroll-snap-type allinea lo scatto sui due assi.
  • Intestazioni in WebTransport. Le applicazioni possono inviare intestazioni personalizzate all'apertura della connessione e leggere quelle del server.

Viene invece avviata la rimozione dei Fenced Frames, una tecnologia legata alla pubblicità che in Chrome 156 diventa inattiva.

Il ritmo è cambiato: una versione ogni due settimane

Come aveva anticipato Notebookcheck, dalla versione 153, uscita l'8 settembre, Chrome pubblica una versione principale ogni due settimane invece che ogni quattro. GIGAZINE indica Chrome 157 per il 3 novembre. Per chi gestisce siti, significa che le novità arrivano a piccoli passi e più spesso: le funzioni nuove sono di più, ma anche le occasioni in cui qualcosa di vecchio smette di funzionare.

Cosa cambia per una PMI italiana

Per un sito vetrina, quasi nulla di immediato. Le novità contano soprattutto per chi usa applicazioni web in azienda: gestionali nel browser, portali clienti, app installabili sul telefono.

Due esempi concreti:

  1. Una web app che funziona anche offline, come un'app per i tecnici in giro o per il magazzino, salva i dati in IndexedDB. Un motore più affidabile significa meno rischio di dati locali corrotti.
  2. Un gestionale usato da telefono in zone con poca copertura beneficia dei moduli che si possono riprovare: un intoppo di rete non obbliga più a ricaricare tutto.

Cosa fare adesso

  • Aggiorna i dispositivi aziendali. Con il ciclo a due settimane, un browser fermo da mesi è molto indietro, anche sulla sicurezza.
  • Se hai una web app con dati offline, chiedi a chi la sviluppa di verificarne il funzionamento sulle nuove versioni e di gestire con cura gli aggiornamenti dello schema dei dati.
  • Se la tua app carica moduli in modo dinamico, valuta di aggiungere un nuovo tentativo automatico in caso di errore: ora il browser lo permette.
  • Prevedi controlli periodici. Con rilasci così frequenti, un collaudo leggero su Chrome, Safari e Firefox ogni mese è più utile di un grande controllo all'anno.

Sono attività che inserisco nella manutenzione dei siti e nell'assistenza alle applicazioni web su misura che realizzo. Se ti stai chiedendo se ti serve un'app o basta il browser, ne ho parlato nella guida web app o app nativa.

Ne parliamo?

Se in azienda usate un gestionale o un'app nel browser e volete essere sicuri che regga il ritmo dei nuovi aggiornamenti, scrivimi: facciamo un controllo e impostiamo una manutenzione proporzionata. Il punto di partenza è il servizio web app e PWA.

Fonti

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